A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzate il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).

domenica 21 maggio 2017

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passata a miglior vita la nostra compaesana Paolina Cappadona vedova Bruno.
... aveva 91 anni.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
* * *
... sopra a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli Angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

venerdì 19 maggio 2017

C’era una volta il Muraglione... ed in parte (forse ancora per poco) c’è ancora. (2)

Articolo pubblicato sulla prima pagina del Notiziario Sanfilese (il bollettino dell’Associazione culturale “Universitas Sancti Felicis” di San Fili) del mese di Maggio 2017. E’ la seconda puntata di un progetto unico in cui si cerca di dimostrare come, negli ultimi decenni, a San Fili (ma purtroppo non solo a San Fili) pur di sprecare soldi pubblici si sono realizzati degli scempi unici a beneficio di pochi (spesso neanche sanfilesi) ma a danno dell’intera Comunità ed in dispregio della Storia.
Nulla, comunque insegna, e tutto si dimentica: la deficienza umana vince sempre e tutti (quasi tutti) sono certi che non vi sia alternativa.. alla propria stupidità.
... by Pietro Perri.
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San Fili (CS) 1960: Ida Storino e
la piccola Eugenia Chiappetta...
lungo il Muraglione.
I problemi del Muraglione di San Fili, l’opera mastodontica realizzata nella prima metà del XIX secolo, non finirono certamente con la realizzazione della strada nuova ovvero della scesa denominata “rampa” (attuale via Giuseppe Crispini) che avrebbe meglio collegato l’abitato di San Fili con la locale stazione ferroviaria.
Oltretutto essendo la stazione ferroviaria di San Fili nata anche come scalo merci era giusto garantire alla stessa una strada di accesso.
Il peggio, infatti, doveva ancora avvenire e sarebbe avvenuto nel momento in cui l’unico giustificabile motivo per fare determinati lavori a danno dell’ormai storica opera muraria era quello di sprecare soldi pubblici.
Il progresso, o ciò che si pensava fosse tale, era giunto finalmente anche a San Fili: il 1970 l’unione dei partiti di sinistra operanti nel nostro Comune pensionarono la guida Democristiana e dettero vita alla prima amministrazione civica denominata “Torre con Orologio”. Una guida questa che sicuramente ha fatto tantissime cose buone per il progresso della nostra Comunità ma che, come tutte le belle e positive cose di questo mondo, ha combinato comunque grossi macelli che i Sanfilesi continuano amaramente a pagare.
Ovviamente con ciò non voglio togliere nessun merito, sia in campo positivo che in campo negativo, alla precedente amministrazione a guida Democristiana (ante 1970) o alla successiva Amministrazione caratterizzata dalla lista civica della Spiga (dal 1983 al 1993)... e neanche alle successive.
Inutile dire che di queste affermazioni pseudo-politiche me ne assumo tutta la responsabilità e che le stesse non rispecchiano il pensiero dell’Associazione culturale “Universitas Sancti Felicis” di San Fili.
Fatto sta che agli inizi degli anni Settanta del XX secolo agli amministratori sanfilesi dell’epoca verrà la brillante idea, dopotutto i soldi pubblici servono anche e soprattutto per garantire gli scempi, di abbattere la parte del Muraglione che sovrastava la carreggiata stradale. Dopotutto a cosa serviva quell’obbrobrioso muretto con quegli antiestetici blocchi in tufo che ne facevano vergognoso antiestetico corollario?
E fu così che il Muraglione si tramutò d’incanto nel Ferraglione... nome ormai più consono.
(continua).
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... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

E' in distribuzione il Notiziario Sanfilese del mese di Maggio 2017.

... proprio così, anche questo mese (Maggio 2017) noi dell'Associazione culturale "Universitas Sancti Felicis" di San Fili (ovvero l'Associazione dei Sanfilesi nel Mondo), siamo riusciti a realizzare il nostro bollettino mensile, il... "Notiziario Sanfilese".
Otto pagine di storia, cultura ed attualità relative alla stupenda cittadina di San Fili e all'altrettanto stupenda comunità da essa ospitata.
Chi volesse ricevere il nostro Notiziario non ha che da diventare socio (anche non effettivo ma semplicemente simpatizzante) dalla nostra Associazione. Si può diventare soci partendo da un contributo di appena 5,00 (cinque) euro, a seconda se si vuole essere soci simpatizzanti (5,00 euro), soci ordinari (15,00 euro) e soci onorari (da 15,00 euro in su).
Per ritornare al "Notiziario Sanfilese" di questo mese (di cui viene riprodotto il frontespizio a sinistra), comunque, riporto di seguito l'indice delle pagine:
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Pag. 1
- C’era una volta il Muraglione... ed in parte (forse ancora per poco) c’è ancora. (2) Di Pietro Perri.
Pag. 2
- A Nicolas... il verde - Dedicato a Nicolas Green. Di Pietro Perri (dalla raccolta “Elogio alla Morte” - ed. Libro Italiano, Ragusa 1996).
- A Redipuglia, in Friuli, con il nostro compaesano Antonio Aiello... nel 1968.
- Gli acrostici di Alfredo Ruffolo: Graziella.
- Piccolo dizionario santufilise.
- Ci hanno lasciato.
Pag. 3
- Era il 1969. Di Nuccia Giglio-Carlise.
- Comunicazione ai soci.
Pag. 4
- Quale miglior regalo di Natale per un cacciatore delle nostre parti? (3/3) Di Giuseppe “Joe” Muto (Toronto - Canada).
Pag. 6
- Cinquant’anni di calcio a San Fili: 1926 - 1968... una storia alternativa della Comunità Sanfilese. (5) Di Francesco “Ciccio” Cirillo (articolo rielaborato da Pietro Perri).
Pag. 7
- Ricordi di un passato non tanto lontano: i catuoi. Di Luigi “Gigino” Iantorno.
Pag. 8
- Tutti possono collaborare al “Notiziario Sanfilese”.
- I membri dell’Associazione Culturale “Universitas Sancti Felicis” e costo tessera e contributi 2017.
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... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

venerdì 5 maggio 2017

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passata a miglior vita la nostra compaesana Antonella D’Agostino in Brunetti.
... aveva 38 anni ed abitava a San Nicolò a Tordino (Teramo).
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
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... sopra a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli Angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

lunedì 1 maggio 2017

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passata a miglior vita la nostra compaesana Elena (Lena) Zuccarelli vedova Rende.
... aveva 92 anni.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
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... sopra a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli Angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

domenica 30 aprile 2017

La Fantastica di San Fili e le fantastiche di Conflenti... stessa radice?

Dal sito “cara conflenti”
www.caraconflenti.it/S.Nicola.htm
Cercando notizie sulle magare un giorno mi imbattei nel libro “Questioni italiane - Demonologia, antropologia, critica culturale” di Francesco Faeta (editrice Bollati Boringhieri, Torino 2005) e... che strano, ad un certo punto parlava anche delle “fantastiche”:
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Più vicine all’idea di spettro o fantasma sono le fantastiche, che abitano nei casolari abbandonati di campagna. Anch’esse figure esclusivamente femminili, sono visibili e appaiono come donne vestite di bianco, con lunghi capelli sciolti sulle spalle. Spesso sono osservate nell’atto di danzare, anche se tale atto può connotare anche le fate o altre figure quali le pupiddrhe. Ancora la tesi di Pulice riporta alcune testimonianze interessanti. Un’interlocutrice dice: «Vedevo sempre una donna con un bell’abito bianco, come da sposa, ballare nella soffitta della famiglia Mauri». E un’altra: «abitavo vicino al casino dei Mauri, c’erano delle donne che dicevano di vedere una donna vestita di bianco ballare in soffitta, per quanto ho cercato di vederla, non ci sono mai riuscita, ma tutti dicevano che c’era». A Conflenti fantastiche sono segnalate nei pressi dei ruderi della Masseria dell’Acqua e di alcune caselle di campagna non più usate sul versante ovest dell’abitato. A questi personaggi non sono attribuiti tratti positivi o negativi, anche se si ritiene che siano, in qualche misura, custodi dell’edificio che abitano. Se qualcuno si avvicina, dunque, reagiscono con una disposizione di animo malevola o impertinente. Riferisce ancora la signora Lina: «Le fantastiche non fanno niente. Solo si arrabbiano se le prendi in giro, se ti avvicini alla casella dove stanno». Racconta una donna: «Una fantastica mi lanciò una pietra che colpì prima un albero e poi la vummula  (orcio di creta) che cadde a terra senza rompersi». A volte, tuttavia, con tali personaggi è possibile instaurare qualche rapporto, facendosi reciproca compagnia e colloquiando. Dice un’interlocutrice: «Mia zia era convinta di aver visto una fantastica seduta sul davanzale di una finestra che rideva sguaiatamente e mostrava i suoi grandi denti. Da allora era convinta che la fantastica le facesse compagnia e con lei parlava durante la giornata, anzi, quando usciva per andare a prendere l’acqua alla fontana le ordinava di farle trovare il fuoco acceso ed era convinta che quella lo facesse». In generale l’inoperosità delle fantastiche contribuisce a connotarle, più di altre figure sorelle, in modo melanconico. Le loro apparizioni sono connesse alla solitudine e agli stati crepuscolari e, benché esse siano vissute come personaggi affatto distinti e distinguibili, si caratterizzano come manifestazioni intermedie tra quelle degli spirdi (spiriti, anime malevole) o, più propriamente, delle arme (anime benevole) e quelle delle altre figure che stiamo prendendo in considerazione (...).
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A San Fili, inutile ricordarlo, non abbiamo le fantastiche ma abbiamo la Fantastica. Eppure, la cosa è certamente a conoscenza di chi ha letto la mia ricerca in merito a questo stupendo personaggio sovrannaturale che da secoli vive nel nostro paese, le similitudini tra le fantastiche di Conflenti (paese calabrese in provincia di Catanzaro) e la Fantastica San Fili sono tantissime.
Entrambe, ad esempio, vestono (almeno nella prima parte dell’apparizione) un vestito bianco... da sposa o candido come potrebbe essere quello di una Madonna, direbbe qualcuno. Entrambe hanno i capelli sciolti ed entrambe per tanti versi sono numi tutelari delle case a Conflenti e nume tutelare del paese a San Fili.
E tante similitudini sembrano legare il paese di San Fili con il paese di Conflenti... non ultima quella che a Conflenti c’è una contrada chiamata San Fili.
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Nel Notiziario Sanfilese del mese di novembre 2016 ho parlato del possibile collegamento tra la Fantastica di San Fili e le fantastiche di Conflenti (sulla sinistra riporto una foto panoramica di tale paesino in provincia di Catanzaro). Evidenziando anche che a Conflenti esiste una contrada chiamata appunto “contrada di San Fili”.
Personalmente non credo alle combinazioni... tranne quando non ci sbatto violentemente contro con il muso.
Nell’osservare tale foto a primo acchito verrebbe da chiedersi: ma siamo proprio sicuri che sia Conflenti e non San Fili?
A parte ciò comunque è simpatico notare che, come San Fili, Conflenti è un paese collinare e, come San Fili, si trova a 550 metri sul livello del mare.
Come San Fili ha avuto il suo picco di popolazione nel 1951 (dati del censimento svoltosi in quell’anno) con 4472 abitanti contro i 4167 di San Fili. Per quanto riguarda comunque il picco raggiunto dal nostro comune lo stesso si è registrato, con ben 5155 residenti, nel 1921.
Come San Fili anche Conflenti dista pochi chilometri dal mar Tirreno ed il luogo di culto principale è dedicato ad una Madonna (Maria santissima Annunziata per quanto riguarda San Fili ed il santuario basilica Maria santissima delle grazie della quercia di Visora per quanto riguarda Conflenti).
Il luogo dove sorge il santuario (eretto anche in virtù dell’apparizione della Madonna il quel luogo) secondo una leggenda locale sembra che... ancor prima che si parlasse del manifestarsi della Madonna, tale luogo fosse stato il teatro di apparizioni di numerose figure femminili d’incerta origine sovrannaturale. Tra esse prevaleva “una donna bellissima di forme e statura leggiadre “. 
Domanda: vi ricorda qualcosa tale leggenda locale? ... qui, credeteci, Fantastica ci cova.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

martedì 25 aprile 2017

“Gente, eni arrivata ‘a fortuna!”... ricordi d’altri tempi.

Articolo pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di novembre 2015 a firma di Luigi “Gigino” Iantorno.
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In altri tempi a San Fili, ma non solo a San Fili, in occasione della tradizionale fiera di santa Maria degli angeli o di feste patronali o di particolari periodi dell’anno potevamo imbatterci anche in strani personaggi accompagnati da altrettanto strani compagni di viaggio.
Ricordo che nella mia giovinezza non raramente lungo le strade, piazze e viuzze del paese girava un signore che teneva in mano una gabbia (ovvero una “caggiùla”) nel cui interno c’era un bellissimo pappagallo dagli sgargianti ed accattivanti colori.
Riposto affianco alla “caggiùla” c’era anche un piccolo cassettino stracolmo di bigliettini, anche questi di diversi colori, da cui grazie anche al magico intervento del suddetto pappagallo si poteva scoprire la fortuna della gente che accettava, in cambio, di lasciare un obolo ai simpatici viaggiatori.
Quel caratteristico signore camminando lungo i vicoli del nostro villaggio gridava a squarciagola: “Gente, eni arrivata ‘a Fortuna!
E noi tutti ragazzi, sia piccoli che grandi, ci univamo girando intorno alla simpatica accoppiata decisamente incuriositi dallo strano volatile dagli svariati colori e dalle piume che di tanto in tanto si gonfiavano prendendo altrettanto strane forme. Sapevamo, poi, che a decidere la fortuna degli avventori era il pappagallo col suo ricurvo becco e volevamo non solo vedere come faceva ma anche cercare di capire qualche segreto della fortuna capitata a qualche acquirente della stessa.
Può sembrare strano ma molte erano le persone che acquistavano i biglietti della fortuna.
Ogni volta che si avvicinava qualcuno disposto a farsi predire la fortuna dal pappagallo, il signore faceva uscire l’animale dalla gabbia e questi, col suo abituato becco, prendeva un bigliettino dalla zona del cassettino che gli indicava il suo padrone e compagno di viaggio. Il cassettino infatti era diviso per scomparti e dove, in ognuno di questi, era posta una serie di bigliettini di diverso colore. Tale differenziazione di colori specificava il tipo di biglietto della fortuna destinato al tipo di acquirente. C’erano, divisi appunto per scomparto, bigliettini destinati agli uomini sposati e non, alle donne sposate e non, ai ragazzi ed alle ragazze e in alcuni casi anche ai bambini.
Inutile dire che la fortuna riportata nel bigliettino diventava, una volta venutene in possesso, un qualcosa di strettamente personale. Un qualcosa da tenere in debita considerazione... quasi un tesoro. Ognuno cercava di non far leggere agli altri il responso che gli era capitato: per gelosia e non solo per gelosia.
E poi sui biglietti della fortuna erano riportati non solo alcuni spunti del proprio destino futuro ma anche dei numeri da giocare al lotto ed ovviamente nessuno avrebbe voluto che altri si appropriassero “indebitamente della loro quota di fortuna”.
Decisamente pochi erano coloro che lo facevano leggere agli amici o alle amiche per riderci magari un po’ sopra.
Anche io acquistai qualche volta uno di questi magici bigliettini.
C’era da credere nei responsi che davano i bigliettini della fortuna grazie al magico intervento del sapiente pappagallo? ... difficile dirlo ma era decisamente bello riuscire ad impossessarsi di tanto in tanto di uno di quei misteriosi bigliettini della fortuna.
E’ da tantissimi anni che non vedo più uno di questi signori con la “caggiùla” con dentro un pappagallo e di fianco un cassettino con tanti bigliettini variopinti girare per i vicoli e le piazze del paesino di San Fili, ma neanche a Cosenza o nei paesini confinanti. Che non sento più quel bellissimo richiamo che rispondeva al rimbombo del grido “Gente, eni arrivata ‘a Fortuna!
Anche questo, si può dire, è un lavoro scomparso del quale ci resta solo un bellissimo ricordo da raccontare alle nuove generazioni. 
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!