A chi non ha il coraggio di firmarsi ma non si vergogna di offendere anche a chi non (?) lo merita.

Eventuali commenti a post di questo blog non verranno pubblicati sia se offensivi per l'opinione pubblica e sia se non sottoscritti dai relativi autori. Se non avete il coraggio di firmarvi e quindi di rendervi civilmente rintracciabili... siete pregati di tesorizzate il vostro prezioso tempo in modo più intelligente (se vi sforzate un pochino magari per sbaglio ci riuscirete pure).
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A decorrere dall'8 settembre 2017 i commenti anonimi sono disabilitati. Mi spiace per la sedicenti Elvira alias Elviro... cari compaesani. Ma ci tengo all'EDUCAZIONE e l'anonimato è tutto tranne che... EDUCAZIONE.
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Ricordo ad ogni buon file l'indirizzo di posta elettronica legata a questo sito/blog: pietroperri@sanfili.net

mercoledì 18 ottobre 2017

E' in distribuzione il Notiziario Sanfilese di ottobre 2017.

... proprio così, anche questo mese (ottobre 2017) noi dell'Associazione culturale "Universitas Sancti Felicis" di San Fili (ovvero l'Associazione dei Sanfilesi nel Mondo), siamo riusciti a realizzare il nostro bollettino mensile, il... "Notiziario Sanfilese".
Otto pagine di storia, cultura ed attualità relative alla stupenda cittadina di San Fili e all'altrettanto stupenda comunità da essa ospitata.
Chi volesse ricevere il nostro Notiziario non ha che da diventare socio (anche non effettivo ma semplicemente simpatizzante) dalla nostra Associazione. Si può diventare soci partendo da un contributo di appena 5,00 (cinque) euro, a seconda se si vuole essere soci simpatizzanti (5,00 euro), soci ordinari (15,00 euro) e soci onorari (da 15,00 euro in su).
Per ritornare al "Notiziario Sanfilese" di questo mese (di cui viene riprodotto il frontespizio a sinistra), comunque, riporto di seguito l'indice delle pagine:
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Pag. 1
- C’era una volta il Muraglione... ed in parte (forse ancora per poco) c’è ancora. (3) Di Pietro Perri.
- Errata corrige.
Pag. 2
- Ci hanno lasciato.
Pag. 3
- Un popolare evento di fine estate. Di Nuccia Giglio-Carlise.
Pag. 4
- San Fili nella storia. Di Oscar Bruno - 2 settembre 2017.
Pag. 5
- Ne abbiamo discusso su Facebook: emergenza idrica a San Fili. (3) Di Pietro Perri.
Pag. 6
- La ferrovia della morte: il disastro del treno 4964. (3) Di Francesco Caravetta - Antichi Delitti / Storie criminali di gente comune.
Pag. 8
- Dalle more di rovo alle more di gelso. Di Luigi (Gigino) Iantorno.
- Piccolo dizionario sanfilese.
- Tutti possono collaborare al “Notiziario Sanfilese”.
- I membri dell’Associazione Culturale “Universitas Sancti Felicis” e costo tessera e contributi 2017.
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... un cordiale affettuoso abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

domenica 15 ottobre 2017

SOLO UN TERMINE: VERGOGNA!

San Fili 15 ottobre 2017.
Frazione Bucita... salita via Danise.
Circa una quindicina di giorni addietro ho avvisato in modo informale il sindaco in carica di San Fili (architetto Antonio Argentino) pregandolo di intervenire tramite qualche dipendente comunale per tappare alla meglio questa buca.
Mi ha risposto che era inutile perché nel giro di due o tre giorni in questa zona sarebbero iniziati i lavori di rifacimento del manto stradale.
Mi viene il dubbio se - quando si da' un numero approssimativamente di giorni al Comune di San Fili - per la strada non si perda qualche zero da mettere affianco alle unità.
Ovviamente la mia parola contro la sua. Ma una cosa è certa: la buca in tale punto è pericolosamente presente da oltre 10 o 12 giorni e da questo punto quotidianamente ci passano gli addetti (... spazzini?... no: operatori ecologici!) alla raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani e non credo che gli stessi, se non l’hanno segnalato all’ufficio tecnico il problema, si sarebbero fatti male a segnalarlo.
Fatto sta che difronte a cose del genere possiamo solo parlare di "INCOSCIENZA CRIMINALE AMMINISTRATIVA" considerato cosa può succedere se incautamente qualcuno finisce con la ruota di un motorino (ma anche involontariamente a piedi) in tale buca.
Ok, io ci ho provato.
male ma ci ho provato perché se chiedevo “per piacere” a qualcun altro di intervenire su tale punto... per piacere quasi certamente avrei ottenuto un risultato più civile.
Adesso ci provino anche gli altri solerti amministratori appartenenti sia alla maggioranza che alla minoranza consiliare del Comune di San Fili.
Fatto sta che vedendo certe cose si può usare solo un termine: VERGOGNA!
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

venerdì 13 ottobre 2017

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passato a miglior vita il nostro compaesano Pietro Palermo (della frazione Bucita).
... dagli annunci affissi nelle bacheche non è rilevabile l’età.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
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... sopra a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

domenica 1 ottobre 2017

Notizia flash!

... comunicazione rivolta alla cittadina di San Fili ed alla Comunità Sanfilese nel Mondo.
... è passato a miglior vita il nostro compaesano Franco D’Agostino.
... aveva 65 anni.
... ai familiari il nostro più sentito cordoglio.
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... sopra a sinistra, San Fili: il sacrario della chiesa del Ritiro o di Santa Maria degli angeli.
... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

sabato 30 settembre 2017

U siricu (il baco da seta).

San Fili 1930 - Filannola alle coste:
mastro Giuseppe Sangermano ed i suoi
discepoli.
Ricordo, con questo scritto dell’amico Luigi “Gigino” Iantorno pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di Aprile 2017, una bellissima pagina di ricordi (spunti per una ricerca)... della nostra stupenda amata/odiata Comunità: l’allevamento del baco da seta.
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A San Fili fino a qualche decennio addietro, ovvero agli anni precedenti il 1970, alcune famiglie si dedicavano all’allevamento de “u siricu” ovvero del baco da seta.
Io, da bambino, a volte seguivo mia madre, anche lei impiegata in tale occupazione, nei punti in cui si allevavano i bachi da seta e si procedeva alla varie fasi relative all’estrazione  dai bossoli della preziosa fibra.
Uno dei punti in cui si produceva la seta a San Fili si trovava nella zona della “Gghiazza” (rione Spirito Santo) ed il tutto si svolgeva in un magazzino di proprietà della famiglia Lio. Tale laboratorio fu in un secondo tempo trasferito in “via rampa” dove si trovava l’abitazione di tale famiglia. Nasceva in tale zona la famosa ditta della famiglia Lio con i fratelli Giuseppe e Francesco.
Ricordo che, in quel magazzino, c’erano delle “cannizzole” (ripiani realizzati con intrecci di canne opportunamente tagliate, spaccate ed intrecciate). Su tali “cannizzole” venivano disposte una moltitudine di tenere foglie di gelso bianco (dette comunemente pampine quando attaccate al ramoscello). I bachi da seta erano ghiottissimi di tali foglie.
Sulle foglie si aggiravano indisturbati ed intenti a rimpinzarsi a più non posso degli strani vermi tozzi e color cenere. I bachi da seta, appunto.
Mia madre mi diceva che per ottenere tali animaletti era necessario versare sulle foglie il relativo seme (ovvero uova che dischiudendosi avrebbero poi dato vita ai bachi).
Dopo qualche giorno dal momento in cui si erano dischiuse le uova ed i bachi avevano iniziato a prendere una giusta consistenza si procedeva a cambiare loro il cibo sostituendo le foglie del gelso bianco con foglie di gelso nero (piante di cui a quei tempi era ricco il nostro territorio). Le foglie (pampine) del gelso nero sembra fossero più ricche di sostanze nutritive.
Piano piano per i bachi si avvicinava il tempo di procedere alla metamorfosi che li avrebbe tramutati in farfalle. Metamorfosi che nel caso dei bachi da seta, ovviamente, si sarebbe verificata in pochissimi casi... visto che la quasi totalità degli stessi non sarebbe mai uscita fuori viva dal loro bozzolo.
Sulle “cannizzole” venivano, a mano a mano che si avvicinava il tempo della metamorfosi, anche posti dei rami ancora con le foglie attaccate. Era su tali ramoscelli cui si attaccavano i bachi che gli stessi, grazie alla “filatura bavale”, realizzavano un bozzolo nel quale, con infinita pazienza e sicuramente enorme lavoro, si chiudevano all’interno.
La maggioranza di tali bachi, dicevamo, non si tramutavano in farfalla poiché la lavorazione della seta imponeva che i bozzoli stessi subissero una fase di bollizione che ne uccideva gli ospiti garantendo comunque la integrità del bozzolo e quindi della preziosa materia tessile.
I bozzoli così ottenuti venivano poi commercializzati in varie parti dell’Italia dove, in appositi stabilimenti, si procedeva alla dipanatura degli stessi e quindi alla realizzazione dei filati ormai pronti per la fase della tessitura.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

sabato 23 settembre 2017

Ricordi di un lontano... vicino passato: le more di rovo (o di spine).

Ricordo, con questo scritto dell’amico Luigi “Gigino” Iantorno pubblicato sul Notiziario Sanfilese del mese di settembre 2017, una bellissima pagina di ricordi... anche della mia infanzia: le “amureddr’e spine”.
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Mi ricordo quando, da ragazzino, nel periodo ricadente tra la seconda metà di agosto e la prima metà di settembre andavo all’incetta di alcuni particolari gustosissimi frutti che ci elargiva in modo spontaneo la natura circostante: le more di rovo o (come chiamavamo all’epoca tale pianta) di spine.
Il rovo è una pianta particolarmente fastidiosa proprio perché presenta lungo i suoi filamenti tutta una serie costante di spine che lasciano ben poco a sperare in quanti ci si imbattono. Una quantomeno piccola puntura è infatti comunque assicurata.
Le more di rovo sono frutti selvatici commestibili e di buona qualità.
Da ragazzino, dicevo, come tutti i miei coetanei ne ero alquanto goloso e quindi ne mangiavo tantissime. Con i miei compagni d’avventura in ogni caso ne raccoglievamo tantissime e dopo averne mangiato buona parte, ci divertivamo ad infilare il resto in alcuni fili d’erba  appositamente selezionati per tale scopo.
Si dava così vita al cosiddetto filaru (appunto il filo d’erba in cui erano infilate una dietro l’altra le more raccolte).
Inutile dire che tra noi ragazzini si faceva a gara a chi avvistasse il rovo più carico di more... ovviamente giunte a giusta maturazione e più grandi delle altre.
Era questo un frutto senza padrone e quindi serviva anche a placare i desideri, in alcuni casi una vera e propria necessità alternativa, della povera gente.
Spesso i filari venivano portati a casa e messi a disposizione degli altri componenti il nucleo familiare.
Inutile ribadire che molti erano i graffi che si accumulavano sulla propria pelle nel cercare di raccogliere dai rovi più more possibili ed a volte qualcuno di noi ci rimetteva (a causa di vari strappi) anche le camicie, le maglie o i pantaloni. Il che poteva significare non ottenere dai genitori i complimenti per il lavoro fatto ma un bel ceffone per il danno causato ai vestiti.
Le more dei rovi (o di spine) oggi sono alquanto ricercate anche per la realizzazione di ottimi dolci, di saporite bevande e di gustosi gelati.
Stranamente le stesse sembra non siano più ricercate dai ragazzini di oggi.
Ma i tempi passano e forse è anche meglio così.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.
... /pace ma... “si vis pacem para bellum”!

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SAN FILI. (12)

Volendo rispettare alcune promesse che mi sono fatto nel corso di tanti anni di attività “anche... e non solo” di politica locale e che mi vedono finalmente membro del Consiglio Comunale di San Fili, comunico (in base all’invito che mi è appena giunto) che per VENERDI’ 29 SETTEMBRE 2017 alle ore 9,00 in prima convocazione ed eventualmente alle ore 10,00 del medesimo giorno è convocato in sessione ordinaria, con seduta pubblica, il CONSIGLIO COMUNALE DI SAN FILI.
La riunione avrà luogo presso la sala consiliare del paese e prevede la trattazione degli argomenti di seguito descritti:

1) Revisione straordinaria delle partecipazioni ex art. 24, d.lgs. 19 agosto 2016 n. 175 - Ricognizione partecipazione possedute ed eventuale Individuazione partecipazioni da alienare;
2) Costituzione dell’Ufficio di Piano del Distretto sociosanitario nell’ambito territoriale di Rende - Approvazione del Regolamento di costituzione, composizione e funzionamento;
3) Modifica Regolamento Stazione Unica Appaltante della Provincia di Cosenza (SUA CS) - Approvazione schema nuova convenzione - Autorizzazione alla stipula.

Da parte mia non posso non sperare in una giusta presenza di Sanfilesi alla succitata riunione. del Consiglio Comunale di San Fili... e non solo perché anche io oggi ne faccio parte ma perché anche tu - da elettore e cittadino - è giusto che ne sia partecipe.
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... un caro abbraccio a tutti dal sempre vostro affezionato Pietro Perri.

... /pace ma... si vis pacem para bellum”!